…non c’è bisogno di altri commenti per descrivere la grandiosità di questo discorso!
(Fonte: youtube)
…non c’è bisogno di altri commenti per descrivere la grandiosità di questo discorso!
(Fonte: youtube)
— Paulo Coelho
Quello dei bambini indaco è un concetto pseudoscientifico nato nell’ambito della subcultura New Age con cui si indicano una generazione di bambini che sarebbero dotati di tratti e capacità speciali o sorpannaturali.
L’espressione “indigo children” è stata introdotta negli anni settanta dalla parapsicologa Nancy Ann Tappe, la quale si occupava principalmente del concetto New Age dell’aura, e nel suo libro riportò di aver notato, a partire dagli anni sessanta, una presenza sempre maggiore di bambini dotati di un’aura di colore indaco. Tappe mise in relazione questo fenomeno con l’avvicinarsi di una nuova era dell’umanità, in cui il colore indaco dell’aura sarebbe stato predominante. Le idee di Tappe furono riprese quasi vent’anni dopo dal sensitivo Lee Carroll e da sua moglie Jan Tober autori del libro “The Indigo Children”.

L’opera di Carroll e Tober ha dato l’avvio a un vero e proprio movimento, che nell’ultimo decennio ha prodotto libri, documentari, film e congressi internazionali.
Nel vasto panorama della letteratura New Age si trovano numerose diverse descrizioni dei bambini indaco. Quella più influente, sviluppata da Carroll e Tober, presenta i bambini indaco come dotati di:
Carroll e Tober sostengono che quest’ultima caratteristica è uno dei motivi per cui i bambini indaco sono generalmente percepiti come problematici nel sistema scolastico tradizionale. I loro testi sui bambini indaco si collocano anche in una posizione critica nel dibattito sulla controversa patologia infantile nota come sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e sulla sua cura farmacologica. Carroll e Tober sostennero che questi bambini, classificati dalla medicina come affetti da ADHD, erano, secondo loro, bambini particolarmente dotati, bisognosi di attenzioni particolari sul piano spirituale e non di cure mediche.
Sebbene negli anni siano state raccolte numerose testimonianze di genitori che asseriscono di riconoscere nei loro figli le caratteristiche dei bambini indaco, la teoria non ha alcun fondamento scientifico, per cui appartiene al campo dell’immaginazione popolare di tipo New Age.
Personalmente penso che questo fenomento sia in parte vero e in parte falso: è possibile, e anche evidente, che i bambini di oggi sono molto diversi da quelli di una volta. Lavorando con bambini di varie età spesso mi è capitato di incontrarne di davvero perspicaci e capaci di ascoltarti e capirti. Sono convinta però che anche i bambini di 60-70 anni fa avessero queste capacità, probabilmente però non erano stimolati a svilupparle come invece accade oggi. Da sempre i bambini hanno sviluppate capacità empatiche e sensibili superiori a quelle degli adulti.
Come si capisce, quindi, accolgo in parte questa teoria, affermando che comunque, bambini indaco o no, noi abbiamo sempre qualcosa da imparare da loro!!!
— Thomas Merton (1915-1968), scrittore americano.
Oggi vi dedico questo simpatico video, di quattro gemellini che ridono!!!
impariamo da loro perchè…
‘Un giorno senza un sorriso è un giorno sprecato’
(Charlie Chaplin)
….BUONA..RISATA.. ;)
Oggi vi dedico questa bellissima canzone cantata da Povia al Festival di Sanremo del 2005. Durante un intervista (al giornale Si alla vita di dicembre 2005) il cantautore afferma “il pezzo che mi ha reso famoso mi è passato per la testa in un periodo in cui soffrivo di depressione. Mi sono detto: devo ritrovare l’interesse per le piccole cose,come fanno i bambini.”
Trovo che questa canzone esprima al massimo la semplicità, la spensieratezza, la libertà che hanno i bambini e che ogniuno di noi doverebbe ritrovare per vivere al meglio la vita in tutti i suoi piccoli gesti.
Buon ascolto!!
Testo:
Quando i bambini fanno “oh” c’è un topolino
Mentre i bambini fanno “oh” c’è un cagnolino
Se c’è una cosa che ora so’
ma che mai più io rivedrò
è un lupo nero che da un bacino (smack)
a un agnellino
tutti i bambini fanno “oh”
dammi la mano
perchè mi lasci solo,
sai che da soli non si può,
senza qualcuno,
nessuno
può diventare un uomo
Per una bambola o un robot bot bot
magari litigano un po’
ma col ditino ad alta voce,
almeno loro (eh)
fanno la pace
Così ogni cosa è nuova
è una sorpresa
e proprio quando piove
i bambini fanno “oh”
guarda la pioggia
Quando i bambini fanno “oh”
che meraviglia, che meraviglia!
ma che scemo vedi però, però
che mi vergogno un po’
perchè non so più fare “oh”
e fare tutto come mi piglia,
perchè i bambini non hanno peli
ne sulla pancia
ne sulla lingua
i bambini sono molto indiscreti
ma hanno tanti segreti
come i poeti
nei bambini vola la fantasia e anche qualche bugia
oh mamma mia, bada!
ma ogni cosa è chiara e trasparente
che quando un grande piange
i bambini fanno “oh”
ti sei fatto la bua
è colpa tua
Quando i bambini fanno “oh”
che meraviglia, che meraviglia!
ma che scemo vedi però,però
che mi vergogno un po’
perchè non so più fare “oh”
non so più andare sull’altalena
di un fil di lana non so più fare una collana
….nananananananananana….
finchè i cretini fanno(eh)
finchè i cretini fanno(ah)
finchè i cretini fanno “boom”
tutto il resto è uguale
ma se i bambini fanno “oh”
basta la vocale
io mi vergogno un po’
ivece i grandi fanno “no”
io chiedo asilo
io chiedo asilo
come i leoni
io voglio andare
a gattoni…
e ognuno è perfetto
uguale è il colore
evviva i pazzi che hanno capito cos’è l’amore
è tutto un fumetto di strane parole
che io non ho letto
voglio tornare a fare “oh”
voglio tornare a fare “oh”
perchè i bambini non hanno peli ne sulla pancia
ne sulla lingua…
O, essendo cresciuti, essendo dotati di maggior esperienza sono gli unici custodi del sapere e gli unici a poter svolgere un ruolo educativo? Per l’educazione il bambino non è ne un contenitore da riempire ne un oggetto da plasmare. L’educazione non è una forma di addomesticamento ne di addestramento ma una relazione, asimmetrica e intenzionale, in cui l’educatore guida in un percorso formativo e aiuta l’educando a far emergere la propria originalità.
Ecco quindi che diventa possibile che l’educatore apprenda anche dal bambino!
La vita bisognerebbe guardarla sempre con “gli occhi di un bambino”.
con la semplicità che ci farebbe apprezzare ogni cosa come nuova e far nascere la richiesta di un meraviglioso “perché ?”
Un video meraviglioso per riflettere su quanto poco basta per essere contenti!!!
Davanti a questo video ogni nostro problema diventa una sciocchezza, un capriccio…ci fa riflettere sulla nostra vita, sulle fortune che abbiamo e che non ci rendiamo conto di avere ogni giorno!!
…IMPARIAMO DA LORO…
(Fonte: youtue)
“In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.”
Vangelo di Matteo 18.3